Una città accogliente e solidale

Punto 8.

Verona città solidale

Verona è caratterizzata da una storia di solidarietà ed accoglienza che si è espressa, nel tempo, sia con il progressivo innalzamento del livello di attenzione delle politiche pubbliche alle persone più in difficoltà e a chi proveniva da paesi anche non europei, sia con la presenza di numerosi soggetti del terzo settore (associazioni di volontariato, cooperative sociali, enti diversi del privato sociale).

 

Lotta alle povertà estreme e sostegno alle persone in difficoltà

Il protrarsi della crisi economica ha prodotto situazioni molto gravi. A una fascia di popolazione cronicamente in grave difficoltà (senza fissa dimora anche di diversa nazionalità, anziani soli con pensioni al minimo), si sono aggiunte famiglie numerose monoreddito, donne sole con figli, famiglie di cassintegrati o disoccupati, di separati o divorziati.  Risulta quindi necessario:
•    mantenere e potenziare il piano di accoglienza per senza fissa dimora (gestito in collaborazione con enti del terzo settore) con attenzione specifica anche alla realtà femminile;
•    promuovere interventi di sostegno alle persone più vulnerabili e fragili tramite centri diurni in grado di ascoltare, orientare, accompagnare nella ricerca della propria identità, del lavoro, della casa tutti coloro che per una serie di ragioni vivono in condizioni di difficoltà;
•    favorire nel caso di minori che hanno bisogno di accoglienza temporanea il mantenimento nel proprio ambiente di vita, anche attraverso la valorizzazione delle esperienze di affido e solidarietà familiare;
•    potenziare i sostegni economici a copertura degli affitti e utilizzare in maniera politicamente significativa i fondi di rotazione per l’edilizia;
•    alienazioni delle quote non strategiche del patrimonio dell’AGEC e adeguamento degli affitti per recuperare i fondi necessari;
•    attivare una politica tariffaria che tenga conto in maniera specifica delle condizioni economiche delle persone e dei nuclei familiari. A questo fine va immediatamente istituito un Fondo di Solidarietà che aiuti le persone in difficoltà nel pagamento delle bollette e nelle spese alimentari;
•    promuovere una corretta politica di informazione e di educazione contro lo spreco alimentare e per il recupero di beni da distribuire alle persone in difficoltà sostenendo il prezioso lavoro svolto dalle associazioni che operano in questo campo a partire dal Banco Alimentare, dal progetto Rebus e dalla Ronda della Carità.

 

Accoglienza di persone provenienti da paesi stranieri

Verona deve essere una città in cui i diritti fondamentali – lavoro, salute, istruzione, libertà di culto, sicurezza – siano patrimonio di tutti gli abitanti, qualunque sia la loro provenienza. In questi anni la realtà dei migranti si è imposta come vera sfida non solo per la nostra città, ma per il nostro Paese e per l’intera Europa. Sulla capacità di affrontare questo tema non si gioca una piccola partita, ma il destino stesso dell’Europa che per troppo tempo ha sottovalutato il problema. Posto che il fenomeno ha caratteristiche epocali e non è fronteggiabile con politiche improvvisate di carattere emergenziale si tratta di capire come si intende affrontarlo in termini realistici, consapevoli che è impossibile eliminarlo e che anzi, anche se può sembrare difficile da spiegare oggi, va interpretato come una potenzialità che l’Europa, se vuole, può utilizzare al meglio. Su questo tema in collaborazione con le associazioni che si occupano dei migranti va sviluppata una vera e propria campagna di informazione e di sensibilizzazione per spiegare che si tratta di una grande questione sociale e non di un problema di pubblica sicurezza.
La presenza numerica degli immigrati si sta stabilizzando, così come deve stabilizzarsi la qualità dell’integrazione dei “nuovi veronesi” nella città, attraverso politiche ed interventi di:
•    sostegno all’integrazione scolastica tramite il potenziamento dell’azione di mediazione linguistica e culturale;
•    valorizzazione del ruolo della Consulta degli immigrati, quale organo di partecipazione, consultazione, proposizione delle comunità degli immigrati a Verona e coinvolgimento di rappresentanti delle diverse comunità in azioni di educazione, formazione e rispetto della legalità;
•    organizzazione di iniziative culturali (mostre, feste, momenti celebrativi) che favoriscano la conoscenza reciproca tra comunità immigrate e tra “nuovi” e “vecchi” veronesi;
•    sostegno attivo nel disbrigo delle pratiche per permessi lavorativi e di soggiorno (in raccordo con Questura e Prefettura);
•    supporto al Servizio centrale del sistema di protezione internazionale (SPRAR) privilegiando l’accoglienza diffusa, sollecitando tutti i Comuni veronesi a partecipare all’accoglienza al fine di evitare grandi concentrazioni di persone in un luogo unico;
•    controllo dei centri di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, favorendo buone prassi di inclusione sociale e di partecipazione alla vita pubblica dei richiedenti protezione internazionale anche con lo svolgimento di attività lavorative di pubblica utilità;
•    azioni di contrasto ai fenomeni di sfruttamento delle persone (sfruttamento lavorativo e sfruttamento sessuale) e della tratta delle persone, in collaborazione con l’autorità giudiziaria e quella di pubblica sicurezza e a sostegno del servizio regionale anti-tratta (N.A.VE – Network Anti-tratta Veneto);
•    supporto e implementazione della rete di sostegno ai minori stranieri non accompagnati, sempre più presenti sul territorio veronese.

 

Verona città della pace della pace e della non violenza

Verona ha una lunga tradizione culturale sui temi della guerra ed è anche patria di personaggi di straordinario valore sul piano della testimonianza pacifica. Ha ospitato le grandi iniziative sulla pace in Arena. Può, oggi, essere un punto di riferimento per la cultura della pace e della nonviolenza realizzando alcune iniziative molto concrete quali:
•    adesione al coordinamento Enti locali per la pace;
•    attivazione e attuazione della legge regionale sulla cultura della pace n. 55/1999;
•    attivazione delle esperienze nazionali e internazionali di servizio civile;
•    iniziative a sostegno della cultura della pace e valorizzazione del premio Enzo Melegari;
•    gemellaggi con città straniere coinvolte in conflitti;
•    istituzione del Municipio dei popoli per una migliore cooperazione e un più attivo inserimento degli stranieri nella nostra città.

Il carcere

Il mondo del carcere va colto come struttura che nel garantire sicurezza ai cittadini deve nello stesso tempo offrire opportunità di crescita e di reinserimento sociale di chi è detenuto.
Vanno, perciò, sostenuti i progetti per la formazione scolastica e professionale, gli spazi per lettura e preparazione culturale, le occasioni di reinserimento lavorativo dentro e fuori il carcere, le sperimentazioni del rapporto tra carcere e società (scuola in particolare) valorizzando e sostenendo il ruolo del Garante dei detenuti e realizzando il progetto di un centro di accoglienza e ospitalità per i parenti dei detenuti. Tutto ciò in stretta collaborazione con le associazioni che già operano su questo tema.

 

Prevenzione e contrasto delle nuove schiavitù e dello sfruttamento della prostituzione

Nonostante la spettacolarizzazione della repressione della prostituzione di strada, il tema della schiavitù e dello sfruttamento sessuale è ancora ben presente nella città tanto che risulta necessario ed urgente:

  • promuovere politiche mirate di prevenzione del fenomeno dello sfruttamento della prostituzione;
  • contrastare, in collaborazione con le forze dell’ordine, lo sfruttamento a fini sessuali e la tratta di giovani donne e uomini in prevalenza stranieri, favorendo la denuncia degli sfruttatori, proteggendo chi riesce ad uscire dalla strada, sostenendo progetti di recupero e reinserimento;
  • agire con politiche di controllo del territorio per evitare i problemi di ordine pubblico e l’invivibilità di alcune aree comunali legate alla presenza del fenomeno.