UNA CITTA’ CHE INVESTE IN CULTURA E FORMAZIONE

Il programma per punti

UNA CITTA’ CHE INVESTE IN CULTURA E FORMAZIONE

Nel nostro programma il tema della cultura è strettamente legato a quello della formazione ritenendo le due attività fortemente connesse alla persona e alla qualità del suo sviluppo e modello di vita. Non ci sfuggono le ricadute economiche, soprattutto in termini turistici, di una seria politica culturale, ma riteniamo opportuno trattare i temi della cultura e della formazione insieme per il forte valore intrinseco che hanno. Questo perché li consideriamo dei parametri di riferimento per misurare il livello di qualità della vita delle persone, delle relazioni e delle comunità nelle quali esse vivono. E’ stravagante, per non dirlo in altro modo, che a fronte di problemi di valore strategico il Comune di Verona non abbia avuto un assessore alla cultura esclusivamente dedicato a questi temi.
Una vera promozione della cultura deve partire dall’idea che sono cultura l’arte, la musica, lo spettacolo, la letteratura, la storia, la scienza e la tecnologia e che la cultura di un territorio non è fatta solo di eventi eccezionali, ma anche di un legame indelebile con la propria storia abbinata a uno sguardo lungimirante verso il futuro.
Verona è una città di primo livello nel panorama internazionale.

La millenaria partecipazione di Verona alla vita culturale ne ha fatto centro d’incontro della letteratura internazionale, luogo di costruzione e interpretazione della musica più raffinata, ma anche di gusto popolare, straordinario punto di caduta di numerosi filoni artistici.

Per tornare a vivere la cultura come un valore del territorio servono precise iniziative istituzionali, quali ad esempio:
• rendere centrale e attivo l’assessorato alla Cultura per poter istituire un tavolo aperto in modo permanente con tutti gli operatori del settore (Università, musei, accademie, gallerie d’arte, associazioni culturali, etc.) e dare supporto per concorrere alla ricerca di finanziamenti su scala nazionale ed europea;
• promuovere l’agibilità delle infrastrutture del Comune puntando alla costruzione di un percorso museale unitario;
• sostenere e innovare il sistema bibliotecario cittadino, curandone la presenza decentrata valorizzandone la qualità e l’importanza a partire dal ruolo di guida che deve esercitare la rinnovata Biblioteca Civica garantendo l’apertura serale e nei giorni festivi;
• realizzare una struttura pubblica che permetta di raccogliere i tanti archivi esistenti, anche di tipo privato, permettendone la fruizione da parte della cittadinanza;
• promuovere la cultura scientifica mediante un accordo con l’Università e le istituzioni storiche veronesi come l’Accademia di Scienze, Lettere ed Agricoltura, perché si possa patrocinare, da parte del Comune, un programma di occasioni culturali, in particolare sulla ricerca scientifica, valorizzando il museo di Storia Naturale;
• promuovere la cultura visiva, potenziando in modo definitivo la storica Accademia di Belle Arti favorendone la collaborazione con la Fondazione Arena per quanto riguarda le scenografie con il tessuto imprenditoriale cittadino;
• promuovere eventi con ampie ricadute sul territorio e progetti continuativi invitando artisti e proponendo laboratori e percorsi formativi anche all’interno degli istituti scolastici;
• organizzare eventi collegati con i Festival di risonanza nazionale e internazionale delle città limitrofe, come, ad esempio, Trento, Mantova, Ferrara e Venezia.
L’Istituzione Comunale deve, inoltre, offrire infrastrutture adeguate e servizi adatti alla promozione della cultura da parte di tutti i soggetti che vogliano essere protagonisti, a cominciare dai giovani, a partire dalla consapevolezza che la libertà d’espressione è il cuore pulsante di un sistema culturale. Le strutture del Comune devono essere rese accessibili per le molte attività che nascono spontaneamente nella società. Occorre che teatri, biblioteche e aree utilizzabili come spazi espositivi siano rese disponibili con una selezione definita in base a criteri di qualità e con una particolare attenzione per le iniziative del mondo giovanile.
A tali scopi abbiamo previsto alcune azioni significative e non esaustive per la cultura indipendente:
• creare un tavolo aperto tra Comune e associazioni culturali operanti sul territorio per valorizzarne il ruolo attivo, creare sinergie e favorire la promozioni di eventi coordinati;
• creare uno sportello informativo per le associazioni culturali, supportato da un portale web, con lo scopo di formare e informare, agevolare la ricerca di sponsor e di spazi, semplificare, snellire e centralizzare la richiesta di permessi e i pagamenti di tributi per l’organizzazione di eventi culturali;
• realizzare un regolamento chiaro e trasparente per facilitare la realizzazione degli eventi culturali pubblici in ambito urbano e all’interno degli immobili sia da parti di associazioni che di locali di pubblico esercizio (procedure, permessi, responsabilità, limiti sonori, etc.);
• promuovere bandi pubblici per selezionare con criteri qualitativi progetti culturali e sociali per il centro storico e per i quartieri periferici indirizzati al coinvolgimento attivo della cittadinanza e del mondo dell’associazionismo, privilegiando il mondo dei giovani;
• agevolare e concedere spazi alle associazioni virtuose che hanno garantito, nel rispetto delle normative di legge vigenti, un’offerta culturale indipendente e alternativa a Verona e che attualmente non hanno sede fisica per poter svolgere attività per il pubblico;
• favorire il recupero di immobili dismessi, soprattutto in ZAI, per un possibile uso a scopi culturali, artistici, creativi e innovativi.
Il ruolo della Fondazione Arena risulta essere centrale. Verona è nota nel mondo per il suo straordinario teatro all’aperto e per le rappresentazioni liriche che da oltre cento anni ospita. La gestione fallimentare della Fondazione ha messo in pericolo il futuro di una realtà così importante con il rischio della liquidazione coatta. Noi diciamo con assoluta chiarezza che la Fondazione deve rimanere in mano pubblica con la possibilità per i privati di collaborare, ma non di trarre beneficio esclusivo di un marchio che rappresenta ed è proprietà della città. La Fondazione, con il concorso di tutte le forze, deve uscire dalla crisi con un serio piano di rilancio, diretto da persone competenti, sviluppando collaborazioni e sinergie con altri teatri a livello nazionale e internazionale, rinnovando le produzioni, ripristinando (in collaborazione con le altre fondazioni del Nord Est) il corpo di ballo, garantendo l’attività per l’intero anno e decentrando le rappresentazioni sul territorio. Bisogna, inoltre, organizzare con criteri più moderni, tipici di una grande istituzione culturale di carattere internazionale, tutta la gestione del teatro e delle opportunità a esso collegabili, che devono diventare fonte di reddito e di fidelizzazione del pubblico (merchandising di livello, pubblicazioni, museo e mostre permanenti, forme associative degli utenti, azioni promozionali e formative particolarmente rivolte ai giovani, accordi con grandi agenzie turistiche), con una gestione complessiva ad opera della Fondazione di tutta la proposta culturale ed artistica nelle sue articolazioni. Il bagaglio di esperienze e competenze non può essere disperso e anzi va messo anche al servizio di altri teatri, in particolare per quanto riguarda le competenze in campo scenografico. Il Comune di Verona deve puntare ad avere un proprio grande teatro da mettere a disposizione della Fondazione. Verona non può rinunciare al ruolo fondamentale della Fondazione Arena che ne rappresenta l’immagine nel mondo.
Rispetto alla gestione dell’anfiteatro riteniamo sia giusto utilizzarlo anche per altre manifestazioni di carattere culturale e musicale purché non se ne comprometta la struttura e non sia in contrasto con la programmazione della stagione lirica estiva. La copertura dell’Arena non riteniamo sia una scelta opportuna. Siamo contrari all’utilizzo privatistico della struttura e di altri beni storici della città a soli fini di lucro garantendo a pochi super ricchi la possibilità di godere in esclusiva, seppure temporaneamente, di beni che sono di tutti.
Bisogna prestare la massima attenzione a coloro che prestano in modo professionale la loro attività in questo settore garantendo la regolarità dei contratti e delle prestazioni e offrendo loro spazi adeguati per prestare la loro attività. Lo spettacolo professionale non è solo quello della Fondazione e il Comune di Verona deve riconoscere e incoraggiare quanti vivono tra mille difficoltà attraverso l’attività dello spettacolo. Non per questo vanno trascurate le attività amatoriali che non possono, però, essere sovrapposte o, peggio, messe in concorrenza con chi svolge l’attività in modo professionale.
Verona ha visto in questi anni parte consistente del suo patrimonio pubblico ceduta ad altre istituzioni nell’ambito di un dibattito centrato sui “contenitori” della città. Appare necessario, invece, riportare il ragionamento sui “contenuti” in relazione ai palazzi ancora oggetto di attenzione quali l’Arsenale che va destinato ad attività museale, con l’attuazione del progetto che lo proponeva come cuore pulsante della città, grazie anche all’offerta di nuovi spazi di cultura e aggregazione. Far ritornare il palazzo della Gran Guardia a luogo privilegiato dell’attività congressuale cittadina. Il palazzo Bocca Trezza dovrà diventare il cuore pulsante interculturale e sociale del quartiere di Veronetta e dovranno essere supportate le tante realtà associative già presenti e attive. Il Palazzo della Ragione andrà valorizzato, con proposte artistiche di qualità, anche lasciando temporaneamente in uso gli spazi per il Centro di Fotografia (finchè non sarà agibile il Palazzo del Capitanio).
Va definito con la Fondazione Cariverona, che ne è proprietaria, il destino dei prestigiosi palazzi che si sono liberati nel centro storico dopo lo spostamento delle attività in ZAI. A nostro parere non possono essere oggetto di una speculazione immobiliare di lusso ad esclusivo beneficio di pochi privilegiati.
Infine, una attenzione particolare va posta al tema del carnevale veronese che ha attraversato recentemente alcune serie difficoltà. Pensiamo che in stretto rapporto con i vari comitati carnevaleschi vada avviata una riflessione sul suo futuro recuperando in pieno il suo carattere di grande tradizione popolare sulla scorta delle migliori esperienze europee.
Accanto al tema della cultura poniamo il tema della formazione, anzi del sistema formativo integrato intendendo con questo temine l’insieme composto da scuola, università, formazione professionale, educazione permanente degli adulti. Verona vanta una grande tradizione nel settore formativo con veri e propri punti di eccellenza che vanno salvaguardati e potenziati. Il Comune può sviluppare attraverso uno stretto rapporto con il sistema formativo una serie di progetti che vedano protagonisti gli studenti e le studentesse per promuovere il senso civico e la partecipazione responsabile con progetti adatti ai diversi livelli. Una particolare attenzione dovrà essere dedicata alla prevenzione e al contrasto delle forme crescenti di bullismo e di cyber bullismo che interessano in modo crescente e preoccupante le giovani generazioni. Di tutto ciò può farsi carico l’assessorato competente.
Per il settore formativo a partire dalle scuole dell’infanzia fino alle superiori, al di là delle diverse competenze, il Comune deve adoperarsi d’intesa con la Provincia e la Regione per garantire la piena sicurezza di tutti gli edifici e la loro effettiva idoneità ad accogliere esperienze formative. Va previsto un processo di razionalizzazione dell’utilizzo degli edifici favorendo alcuni accorpamenti per un migliore utilizzo degli spazi destinando quelli che si dovessero liberare ad altre attività collegate di tipo sociale e culturale.
L’Università è uno dei punti di eccellenza di Verona. Va stretto un rapporto sempre più intenso e vanno completate tutte quelle opere, a partire dal pieno recupero dell’ex caserma Passalacqua, che garantiscono un ulteriore salto qualitativo. Il parco e le strutture, oltre all’università, devono servire anche al quartiere di Veronetta per rendere viva la zona. L’Università, per le competenze che esprime e per i legami che può sviluppare, deve essere protagonista della qualità dello sviluppo di Verona.
La formazione professionale di Verona è di eccellenza non solo nel Veneto e, nonostante alcuni ridimensionamenti, ricopre ancora un ruolo importantissimo nel sistema formativo e nel governo delle transizioni tra scuola e lavoro. E’, inoltre, una formidabile occasione per offrire una seconda chance per le ragazze e i ragazzi che hanno difficoltà nel percorso tradizionale e contribuisce a combattere la dispersione scolastica e a preparare l’inserimento lavorativo. Verona deve sostenere l’attività dei centri di formazione professionale che operano in città.
Inoltre, il sistema della formazione permanente degli adulti che, a Verona, ha una lunga storia che nasce dall’esperienza delle scuole popolari gratuite di quasi cinquant’anni fa. Oggi, dopo varie trasformazioni, si è arrivati ai Centri Provinciali Istruzione Adulti (CPIA) gestiti dallo Stato che garantiscono ancora il conseguimento del diploma di licenza media, offrono la possibilità di prosecuzione degli studi, realizzano corsi di lingue europee e di carattere culturale e artistico e organizzano corsi di lingua italiana per i cittadini stranieri garantendo una loro migliore integrazione. Offrono, inoltre, il servizio per ottenere la carta di soggiorno accertando, per conto del Ministero degli Interni, il possesso di adeguate abilità linguistiche. Il Comune deve sostenere queste attività offrendo spazi e risorse adeguati e favorire la maggiore affluenza possibile dei cittadini italiani e stranieri essendo la formazione la formazione permanente uno strumento imprescindibile per essere un cittadino attivo e responsabile.
Infine una proposta: Verona potrebbe dare ulteriore prestigio al suo ruolo nel campo formativo trasformando la importante rassegna “Job&Orienta” in un festival specializzato sui temi della formazione e delle metodologie didattiche che partendo dalla Fiera coinvolga tutta la città sulla falsa riga di quanto avviene con successo da anni a Mantova per il Festival della Letteratura.